Antigorio è la valle dalla quale, salendo, si aprono la Valle Devero e, lungo il fiume Toce, la Val Formazza. Crodo (505 m.) è nota per le sue acque, indicate per la cura delle malattie intestinali e dello stomaco e per le sue Terme. Oltre all’acqua minerale Lisiel, un prodotto che, negli ultimi anni, ha fatto conoscere il nome di questa località in tutto il mondo: è il «Crodino». Altra attività che ha reso nota Crodo e la sua zona è la tradizionale estrazione del Serizzo: pietra ornamentale granitoide, molto apprezzata nell’edlizia, nell’arredo urbano e nei recuperi architettonici per le sue resistenze a tutti i tipi di sollecitazioni quali usura, gelo, invecchiamento, ecc. La coltivazione del Serizzo affonda in valle le sue origini nel medioevo e nel corso degli anni si è evoluta in un’attività artigiana, tramandata come patrimonio tradizionale delle popolazioni locali, in un rispettoso equilibro tra tecnologia ed esigenze ambientali. Una ricchezza della Val d’Ossola, dunque... ma non solo. I suoi molteplici usi e lavorazioni hanno abbellito, rinnovato e ristrutturato numerosi siti italiani e stranieri. Le tre frazioni di Crodo: Mozzio, Viceno e Cravegna sono mete turistiche da tempo apprezzate.
Questo piccolo comune di montagna di 1581 abitanti si trova ai piedi della imponente catena montagnosa del Monte Larone e del Monte Cistella. A Mozzio si trova il Santuario della Madonna della Vita, meta di continui pellegrinaggi, la cui origine risale al 1614. A Viceno sorge la Chiesa di S. Rocco; si può inoltre visitare la Casa Museo della Montagna, dove sono conservati gli attrezzi, gli utensili, le suppellettili e le stoviglie che usavano le popolazioni contadine che abitavano i paesi della valle Antigorio. A Cravegna si può visitare la Parrocchia di S. Giulio del 1564. Lungo la via che da Cravegna conduce al Santuario di Salera sono disseminate le cappelle della Via Crucis, di cui alcune ben conservate.
Tutta l’Ossola in generale è particolarmente ricca di minerali (ve ne sono più di 300 specie) che si trovano sparsi nelle rocce delle nostre montagne offrendo in tal modo ghiotte opportunità a studiosi e collezionisti.
Un’esposizione permanente di alcune di queste gemme si trova al Centro Ginocchi di Crodo.
Un’altra particolarità di questa zona è rappresentata dalla ricca vegetazione; di fronte all’abitato di Crodo, oltre le case di Maglioggio, si trova un antico castagno dalle dimensioni incredibilmente maestose, chiamato di Maria Bona.
Una strada asfaltata collega questi posti a Foppiano (1217 m.).
Più avanti, ai piedi della Valle Devero, si trova Baceno (655 m.) che sorge nella rientranza di una parete liscia a strapiombo sulla piana di Verampio.
Salendo lungo la valle dopo i paesi di Croveo, Osso, Goglio e Ausone si raggiunge il Parco Naturale Alpe Devero, di grande interesse scientifico in campo mineralogico, con rare specie, talora uniche al mondo.
Esso è costituito da un’ampia conca che si presenta come un grande circo di origine glaciale. La Val Buscagna, una volta attraversata da una lingua di ghiaccio, appare adesso come sospesa rispetto alla Piana di Devero; le acque che all’inizio scorrono lente entro ampi meandri scendono impetuose verso Pedemonte con l’imponente Cascata di Buscagna.
Conseguentemente alla diversità dei vari ambienti naturali presenti nella Piana di Devero il turista può qui osservare un quadro pressocché completo dell’intera flora alpina occidentale.
Presso l’Alpe Devero si possono incontrare camosci, caprioli, cervi, stambecchi, marmotte, lepri, volpi, ermellini, tassi, scoiattoli, toporagni e arvicole e molti rapaci. Sono abbastanza numerose le vipere, che svolgono un’importante funzione ecologica; è opportuno che i visitatori usino le precauzioni del caso.
Incantevole è il Lago di Devero, al centro dell’alpe, sopra il quale salendo lungo i sentieri si possono raggiungere numerosi laghetti d’alta quota. A sud, nella Val Buscagna si trova il Lago Nero.
All’estremo nord dell’Alpe Devero si trova la cima del Coust (2823 m.) oltre la quale ci si affaccia sul ghiacciaio del Sabbione e sulla Val Formazza.
Tornando nella Valle Antigorio e salendo verso la Val Formazza si incontra Premia (803m.), dalle antiche origini e dall’importante storia: domina la storia del-l’Ossola superiore dall’XI al XIV secolo.
Dal 2008 è aperto il Centro Termale di Premia, il più importante dell’Alto Piemonte: benefico ritrovo di cure terapeutiche, di risorse paesaggistiche ed ambientali.
Lungo il Toce, nella Valle Antigorio esistono parecchi orridi che meritano di essere visitati. Il più caratteristico è l’Orrido di Uriezzo che si può raggiungere o da Premia o da Baceno o dalla Piana di Verampio. L’Orrido sud è conosciuto come la Tomba di Uriezzo ed è lungo 150 mt.; le cavità che vi si trovano raggiungono un’altezza di 12 mt..
Particolarmente interessanti, vicino a quest’orrido, sono le Marmitte dei Giganti di Veram-pio; si tratta di una delle mete più suggestive di tutta l’Ossola. |