Nell’ultimo milione di anni le Alpi sono state interessate da 4 glaciazioni; l’ultima di esse è durata sino a 8.300 anni fa. Durante questa glaciazione le valli Antigorio e Formazza erano occupate dall’esteso ghiacciaio del Toce, spesso oltre 1.000 metri, che più a valle si univa con i ghiacciai che scendevano dalle altre valli dell’Ossola.
Il ghiaccio, i ruscelli, i torrenti subglaciali, il violento scorrere di detriti tra ghiaccio e roccia, hanno modellato il paesaggio.
Tra Premia e la Piana di Verampio vi sono numerose testimonianze di storia geologica particolarmente affascinanti ed uniche nel loro genere.
Orridi, caldaie, marmitte e forre creano scenari misteriosi che danno al visitatore l’impressione di entrare nelle viscere della terra. Ci sono la Forra di Balmafredda, le Caldaie di Croveo, gli Orridi di Baceno, di Arvera, di Santa Lucia, di Balmasurda, di Silogno, e le Marmitte dei Giganti di Verampio. Le rocce della cosiddetta Cupola di Verampio sono lo strato più profondo delle Alpi, quello che viene chiamato «Elemento zero». Non affiora in nessun’altra località alpina ed è agevolmente osservabile a Maiesso.
Una delle escursioni più affascinanti nella Valle Antigorio è quella che conduce alla visita degli Orridi di Uriezzo. Si tratta di profonde incisioni in roccia scavate da energiche cascate, in arretramento progressivo, facenti parte dell’antico sistema di torrenti che scorrevano sul fondo del ghiacciaio che percorreva anticamente la valle. La peculiarietà degli Orridi di Uriezzo consiste proprio nel fatto che il torrente che li ha modellati ora non percorre più queste strette incisioni, pertanto è possibile camminare agevolmente all’interno di esse. L’Orrido è formato dalle incredibili sinuosità di quattro grandiose marmitte di origine fluvio-glaciale. È lungo 150 metri. Si percorre agevolmente a piedi, aiutati da scale metalliche che raccordano i dislivelli dei passaggi. La prima marmitta misura 5 m. di diametro ed ha una profondità di 12 m.; la seconda ha un diametro di 4 m. ed una profondità di 16 m; la terza rispettivamente di 8 e 16; la quarta, di forma ovale, ha l’asse maggiore di 30 m. e quello minore, ed anche l’altezza, di 12 m. Mentre le volte dell’Orrido Sud sono visibili in tutta la loro maestosità, il fondo roccioso non è purtroppo osservabile, perché mascherato da materiale alluvionale e da uno strato di terriccio.
All’uscita dell’Orrido si trova un sentiero che riconduce al punto di partenza.
Proseguendo invece verso Verampio, si possono ammirare le caratteristiche marmitte dei giganti lungo il corso attuale del Toce. |